Molto tempo fa l’Ippo aveva ancora dei capelli. Un proprio spendido pelame, castano e mobido come della seta. Era molto orgoglioso e si pavoneggiava lunga la riva del fiume, sventolava la sua coda per attirare l’attenzione degli altri animali per essere ammirato.
Gli altri animali, ad eccezione delle scimmie, non amavano del tutto questo comportamento vanitoso.
Le scimmie non finivano di esaltare la bellezza del suo pelame, e lo ornavano con delle ghirlande verdi delle piante volubili. Così ridicolizzano l’ippo che era troppo stupido per rendersi conto di quello. L’Ippo stava quasi scoppiando d’orgoglio. Rimaneva tutto il giorno presso il fiume per ammirare il suo riflesso nell’acqua.
Andava di male in peggio: non pensava solo ch’era il più bello degli animali ma anche ch’era il più importante e intelligente di tutti. Cominciava a comandare gli altri: ai pesci e agli uccelli acquatici non era permesso di increspare l’acqua del fiume per non disturbare l’ippo che si ammirava in esso, gli uccelli dovevano beccare le sporcizie nel suo pelame, la lepre doveva estrarre le spine ai suoi zoccoli, altri animali dovevano apportare le piante più succose come cibo. Quando aveva piovuto l’ippo era il primo a bere l’acqua fresca nel fiume, etc…
Dopo qualche tempo gli altri animali erano stufi delle manie di grandezza dell’ippo. Ma che fare? La lepre ebbe una idea! Spiegò agli altri che cosa fare: raccogli quanta più erba secca possibile e mettila sotto l’albero mula dove dorme l’Ippo. Poi aspettarono il momento in cui l’elefante sentì che stava arrivando una tempesta. Tutti cominciarono a spargere l’erba intorno all’ippo. “Ma che cosa fai?” domandò l’ippo sorpreso. “Illustre primo tra noi, l’inverno si avvicina, vogliamo proteggere il vostro pelame dal freddo.” cantarono all’unisono. L’ippo si sentì naturalmente molto lusingato.
La tempesta avvicinò, dei fulmini e tuoni dappertutto nel cielo. Gli animali si nascosero e guardarono tesi l’albero mula. Ad un tratto un fulmine lo colpì, e l’erba sottostante prese fuoco. Il pelame dell’ippo fu bruciacchiato completamente ancora prima che egli potesse trufarsi nel fiume per estinguere le fiamme. Dopo un pò di tempo egli uscì dal fiume, strisciò sulla riva e esaminò il suo riflesso. Che disastro! Non era rimasto nulla della sua pelliccia splendida! Vergognandosi, scivolò presto nell’acqua per nacondere la sua nudità agli altri.
E così, ormai esce dal fiume solo di notte per pascolare sulle rive. Non più per pavoneggiarsi!